Make it REAL

Business plan 2026 – 2027

Il 2026 si è chiuso in due metà diverse. La prima ha verificato la domanda e costruito il prodotto, a costi alti e con un fatturato in calo. La seconda ha ridotto la struttura e rilasciato una piattaforma stabile. Questo documento spiega che cosa è cambiato fra le due, che cosa ne discende per il 2027, e a quali condizioni la crescita può essere accelerata.

Il 2026: verifica della domanda e costruzione del prodotto

Nei primi cinque mesi del 2026 abbiamo lavorato su un MVP. L'obiettivo non era generare margine, ma stabilire due cose:

  • validare i costi di acquisizione e il ROI
  • validare il tasso di usabilità di brand enterprise della nostra soluzione

Il dato: € 26.159 di spesa pubblicitaria, € 121.363 di fatturato IVA inclusa nel periodo, senza struttura commerciale e senza attività outbound, indica un'alta domanda. Il rapporto è di 4,6 a uno.

Il limite era il prodotto. L'MVP presentava bug e flussi incompleti: i clienti acquisiti provavano la piattaforma e circa un terzo non rinnovava il secondo mese. In parallelo la struttura era dimensionata sullo sviluppo — sette persone, € 23.412 al mese di costi fissi — non sulla vendita.

Ne è derivato l'andamento qui sotto: fatturato in crescita fino ad aprile, poi in contrazione, con una base di costo che non seguiva il ricavo. Da settembre, con la nuova piattaforma e la struttura ridotta, il fatturato torna a salire: € 8.239 contro i € 6.201 di agosto, IVA inclusa.

gen-26feb-26mar-26apr-26mag-26giu-26lug-26ago-26set-26
fatturato mensile IVA inclusa, gennaio – settembre 2026

Brand acquisiti nel periodo

Tutti i clienti sotto elencati sono stati acquisiti tramite advertising, senza attività outbound e senza intermediazione commerciale.

Camicissima, Kiton, Conbipel, Blauer, Yamamay, MSGM, Marc Jacobs, Spektre, Alexander Smith, Cotonella, Maurizio Baldassari, MooRER, Giglio.com
73% marginalità lorda sul fatturato del periodo

Il recupero della spesa nel confronto di settore

Il tempo di recupero del costo di acquisizione — CAC diviso il margine lordo mensile generato dal cliente — è la misura con cui si giudica se la crescita è comprata o guadagnata. I benchmark 2026 collocano la mediana B2B SaaS a 15–16 mesi su un campione di oltre 340 società, con il quartile superiore sotto i 6 mesi e la fascia sub-5.000 dollari di contratto annuo a 11 mesi. La scala di riferimento Bessemer considera ottimo tutto ciò che sta sotto i 6 mesi.

Make it REAL1,4 mesiQuartile superiore B2B SaaS6,0 mesiContratti sotto $5k / anno11,0 mesiMediana B2B SaaS 202615,5 mesiQuartile inferiore24,0 mesi

Il nostro dato è 1,44 mesi. È un valore fuori scala rispetto al settore e va letto per quello che è: il segnale che il prodotto viene comprato con una frizione commerciale molto bassa, su volumi ancora contenuti. Regge la verifica sui consuntivi di gennaio–agosto, ma è il primo parametro che va rivalidato man mano che la spesa cresce — ed è esattamente ciò che il modello fa, riducendo il rendimento oltre i € 5.000 mensili di spesa.

Il punto di partenza del 2027 è quindi diverso da quello del 2026 su tre fronti: costo di struttura, tenuta della base clienti e stabilità del prodotto. La domanda e il costo di acquisizione, invece, sono quelli già misurati nei primi otto mesi.

Sul fronte commerciale, alcuni brand internazionali acquisiti in questa fase sono attualmente in firma per contratti annuali con decorrenza 2027. Nel piano che segue non sono contabilizzati: il previsionale si basa unicamente sul motore di acquisizione pubblicitaria.

Il motore di acquisizione

Il previsionale poggia su un solo meccanismo: la spesa pubblicitaria genera nuovo ricavo ricorrente, con un rendimento decrescente al crescere della spesa mensile.

Rendimento della spesa

Ogni euro investito genera 0,95 euro di nuovo ricavo ricorrente mensile, e resta pieno fino a € 5.000 di spesa al mese. Oltre quella soglia il canale si satura: a € 45.000 al mese il ritorno scende a 0,68.

Sul margine lordo del 73%, la spesa rientra in 1,4 mesi. È il parametro da validare con i consuntivi dei mesi in cui la spesa era attiva.

0,95 fino a € 5k 0,63 1,5k5k20k80kspesa pubblicitaria mensile

Dimensionamento commerciale

Lo stesso budget dimensiona la struttura commerciale: lead a € 20, il 30% prenota una call, il 30% chiude. Un commerciale copre 216 call al mese, le prime 80 le coprono i founder.

2027
Lead generati8.016
Call prenotate2.405
Clienti chiusi721
Commerciali a dicembre2

Retention: churn mensile 3,5%, 15% di perdita al primo rinnovo — il dato reale dopo la riscrittura della piattaforma. Net revenue retention annua 83%.

Scenari

L'unica variabile è il tasso di incremento mensile della spesa pubblicitaria. Rendimento, churn, costi fissi e struttura commerciale restano invariati e si adeguano di conseguenza.

BaseAggressivo
Crescita mensile del budget ADV25%65%
Advertising investito nel 2027€ 198.514€ 464.732
ROI medio sull'advertising0,770,60
Ricavi 2027€ 706.279€ 1.552.559
Marginalità lorda 202773%73%
Costi operativi 2027€ 104.492€ 133.836
EBITDA 2027€ 212.578€ 534.800
ARR a dicembre 2027€ 1.664.724€ 2.897.585
Cassa a dicembre 2027€ 174.987€ 456.214
Cassa minima nel periodo€ 13.604−€ 25.340
Capitale esterno necessario€ 16.396€ 55.340

Ricavi mensili

set-26nov-26gen-27mar-27mag-27lug-27set-27nov-27
Base Aggressivo

Cassa a fine mese

set-26nov-26gen-27mar-27mag-27lug-27set-27nov-27
Base Aggressivo

Le due curve di cassa dicono la cosa più importante del documento, ed è bene esporla apertamente.

Lo scenario Base si autofinanzia. La cassa non scende mai sotto € 13.604, toccati a settembre 2026 prima che la spesa pubblicitaria produca effetto, e chiude il 2027 a € 174.987. Nessun debito, nessun apporto esterno. È la traiettoria che possiamo percorrere da soli.

Lo scenario Aggressivo non si autofinanzia. Portando la crescita del budget dal 25% al 65% mensile, la spesa pubblicitaria corre più in fretta di quanto il ricavo ricorrente riesca a seguirla: la cassa va sotto zero per 4 mesi, da febbraio 2027 a maggio 2027, con un minimo di −€ 25.340 a aprile 2027. Mantenendo un cuscinetto prudenziale di € 30.000, il capitale esterno necessario è di € 55.340, concentrato in un'unica finestra di cinque mesi.

Passata quella finestra la traiettoria si ribalta: da giugno 2027 la cassa torna positiva e a dicembre arriva a € 456.214, oltre il doppio del Base, con un ARR di € 2.897.585 contro € 1.664.724.

Struttura di costo

La base di costo è indipendente dal volume di fatturato. L'unica voce che varia è il team commerciale, dimensionato sul numero di call da gestire.

Costo fisso mensile, oggi€/mese
Team tech & ops€ 1.300
Tools€ 580
Commercialista€ 508
Macchina R&D€ 500
Varie / buffer / collab one shot€ 500
Totale€ 3.388

A questo si aggiunge un commerciale da € 3.000 al mese quando le call superano 80, e un secondo quando superano 296.

I founder oggi non percepiscono compenso. Da gennaio 2027 è previsto un fisso di € 500 al mese a testa, integrato dal 10% dell'EBITDA ante compenso eccedente € 5.000 mensili, con un tetto complessivo di € 3.000 al mese lordi per entrambi.

La progressione è graduale e legata al risultato: si parte da € 1.000 complessivi a gennaio 2027, € 1.886 a giugno, € 3.000 da settembre, quando il tetto si attiva. Nel 2027 vale € 24.836, il 3,5% dei ricavi. Dal momento in cui il tetto morde, l'incidenza scende da sola mentre l'EBITDA continua a salire.

Nel 2027 i costi operativi complessivi, compenso founder incluso, sono € 104.492 contro € 706.279 di ricavi.

Evoluzione dei costi fissi mensili

23,4kgen-263,4kago-263,4kdic-266,4kgiu-279,4kdic-27

Gennaio 2026 con sette persone, agosto con tre. I due incrementi del 2027 corrispondono alle due assunzioni commerciali, determinate dal volume di call e non da una scelta di struttura.

Panoramica commerciale

Negli ultimi 24 mesi Make it REAL ha servito 102 clienti, per un fatturato complessivo di € 150.347, di cui € 121.363 nel solo 2026. Il parco clienti si divide tra 12 brand enterprise e 90 PMI fashion.

0
Clienti serviti
0
Clienti Enterprise
+290%crescita YoY
4.6×ROI 2026
€ 0k
Fatturato 2026 (€ 29 k nel 2025)

Clienti Enterprise

Kiton
Camicissima
Yamamay
MSGM
Lormar
Conbipel
Giglio.com
Maurizio Baldassari
Moorer
Cotonella
Marc Jacobs
Gruppo Montenegro
ClienteSettoreFatturato aziendaFatturato v/MIRLinea
Gruppo MontenegroBeverage€ 320 M€ 20.130Batch
LormarIntimo€ 20 M€ 13.664Misto
YamamayIntimo€ 144 M€ 7.930SaaS
CamicissimaFashion€ 42 M€ 6.676Batch
SafiloEyewear€ 980 M€ 6.100Batch
Maurizio BaldassariFashion€ 10 M€ 5.391Misto
Giglio.comMultibrand€ 39 M€ 3.123Batch
KitonFashion€ 135 M€ 3.050Batch
ConbipelFashion€ 200 M€ 1.952Batch
MoorerFashion€ 47 M€ 1.220Batch
CotonellaIntimo€ 31 M€ 1.208SaaS
MSGMFashion€ 23 M€ 854SaaS
€ 2 Miliardi
Fatturato aggregato dei clienti Enterprise.

Pipeline commerciale

Lormar
Oltre 1.300 asset creati in piattaforma
Contratto annuale 2027 in firma
Proiezione € 15–25 k / anno
Cotonella
Oltre 500 asset creati in piattaforma
Contratto annuale 2027 in firma
Proiezione € 15–25 k / anno
Camicissima
Stagione SS 2026 completata
Avvio stagione FW 2027
Proiezione € 15–20 k / stagione
Kiton
Stagione SS 2026 completata
Avvio stagione SS 2027
Proiezione € 15–20 k / stagione
Gruppo Montenegro
PED 2026 completato
Contratto piattaforma in trattativa
Proiezione € 20–25 k / anno
Maurizio Baldassari
Stagioni SS e FW 2026 completate
Avvio stagione SS 2027
Proiezione € 10–15 k / stagione
Giglio.com
Produzione Pilota 2026
Contratto 2027 in trattativa
Proiezione € 50–75 k / anno
Conbipel
Stagione SS 2026 completata
Avvio stagione SS 2027
Proiezione € 15–20 k / stagione
MSGM
Proof of Concept 2026
Contratto piattaforma in trattativa
Proiezione € 15–25 k / anno
Safilo (Marc Jacobs)
Proof of Concept 2026
Contratto piattaforma in trattativa
Proiezione € 15–25 k / anno
Pasquale Bruni
Proof of Concept avviato
Contratto piattaforma in trattativa
Proiezione € 15–25 k / anno
€ 200–300 k
Valore della pipeline enterprise.

Concentrazione del fatturato

Top 1
14%
Top 3
29%
Top 5
38%
Top 10
57%
Altri 92
43%

Il fatturato è distribuito: il primo cliente pesa il 14% e i primi tre il 29%. Nessuna dipendenza critica da un singolo cliente, con un parco ampio a fare da base.

Linee di business

Infrastruttura in abbonamento
Fatturato 2026€ 74.924
Fatturato 2025€ 4.755
Costo diretto 2026€ 20.229
Margine lordo73%
Produzione stagionale
Fatturato 2026€ 46.439
Fatturato 2025€ 24.229
Costo diretto 2026€ 18.576
Margine lordo60%
Elenco completo clienti con fatturato 2025 e 2026
Apri il file →
Overview tecnologica

L'infrastruttura della piattaforma

Make it REAL produce contenuti visivi per il fashion attraverso una piattaforma proprietaria costruita su Google Cloud. L'impianto è cloud-native: ogni componente vive in un container, l'esecuzione è governata da Kubernetes, e dati, archivio e rete di consegna sono servizi gestiti da Google — senza macchine da amministrare.

Il valore non sta nei modelli generativi, che sono componenti sostituibili: sta nei flussi di produzione che li impiegano. Ogni tipologia di contenuto — campagna, still life, e-commerce, video spot — ha un flusso proprio, progettato da noi, con fasi, controlli e criteri di qualità diversi dagli altri.

3
Ambienti cloud isolati
produzione · staging · generazione AI
2
Cluster Kubernetes gemelli
uno per ambiente operativo
IaC
Cluster, database, rete e permessi
definiti in file versionati
Panoramica

Gli stack utilizzati

Tecnologie mature e diffuse, senza componenti proprietari da mantenere al posto del prodotto: ciò che è standard resta standard, e l'ingegneria si concentra sui flussi di produzione dei contenuti.

Applicazione
React · ViteInterfaccia Marketing e Comunicazione
Next.jsInterfaccia Batch, produzione a volume
Python · FastAPIMotore applicativo: regole, permessi, crediti
DockerOgni componente distribuito come container
Produzione
Apache AirflowEsecuzione distribuita delle pipeline proprietarie
CeleryCode di lavoro: generazione, export, ricorrenze
RedisCoordinamento delle code e dati temporanei
Modelli generativi
Vertex AIModelli Google per immagine e analisi
Replicate · FALModelli di terze parti, per singola fase
Dati e contenuti
PostgreSQL · Cloud SQLDatabase gestito, backup e ripristino puntuale
Cloud StorageArchivio di immagini e video, a classi decrescenti
Cloud CDNConsegna dei contenuti su dominio proprio
Esecuzione
Kubernetes · GKEEsecuzione e continuità di tutti i servizi
HelmConfigurazione dichiarativa dei rilasci sul cluster
Artifact RegistryRegistro privato delle immagini, per ambiente
Rete e accesso
Cloud Load BalancingIngresso unico, instradamento per dominio
VPC · Cloud NATNodi privati, uscita da indirizzo dedicato
Certificati gestitiTLS rinnovato automaticamente sui domini
Sicurezza e identità
Secret ManagerCredenziali custodite fuori dal codice
IAMUn'identità per servizio, con i soli permessi necessari
Infrastruttura
TerraformInfrastruttura descritta come codice, versionata
GitHub ActionsBuild e rilascio automatici, per componente
Ambienti

Cloud separati

La separazione tra sviluppo, verifica e servizio ai clienti non è una convenzione interna: sono progetti Google Cloud distinti, ciascuno con il proprio cluster, il proprio database e i propri permessi. Un errore in fase di prova non può, tecnicamente, raggiungere i dati dei clienti.

AmbienteFunzioneRisorse dedicateAccesso
Produzione Serve il traffico dei clienti. Riceve solo rilasci già verificati. Cluster Kubernetes, database gestito, archivio contenuti Ristretto
Staging Copia della produzione per la verifica di ogni rilascio, su dati non reali. Cluster Kubernetes, database gestito, archivio separato Team tecnico
Generazione AI Esecuzione dei modelli generativi, con una seconda linea che subentra a capacità satura. Progetto dedicato, quote e archivio propri Servizi applicativi

Isolare la generazione AI in un progetto a sé produce un vantaggio gestionale oltre a quello tecnico: il costo di ogni immagine e di ogni video è misurabile separatamente dal costo di esercizio della piattaforma, e quindi riconducibile al singolo cliente e alla singola linea di prodotto.

Infrastruttura

Come sono disposti i componenti

Vista d'insieme di un ambiente. Il cluster Kubernetes ospita i servizi che eseguiamo noi; database, archivio e rete di distribuzione sono servizi gestiti da Google Cloud; la generazione AI vive in un progetto separato. Lo stesso impianto è replicato, identico, nell'ambiente di staging.

PROGETTO GOOGLE CLOUD · PRODUZIONE (REPLICATO IN STAGING) Utenti brand e retailer Ingresso gestito bilanciatore + TLS HTTPS Registro immagini Gestore credenziali CLUSTER KUBERNETES Marketing e Comunicazione Batch produzione a volume Motore API applicativa Flussi di produzione uno per tipo di contenuto Processi in coda lavori pesanti due gruppi di nodi distinti: servizio · generazione SERVIZI GESTITI Database PostgreSQL gestito Archivio contenuti Cloud Storage Rete di distribuzione consegna al cliente stato dei lavori PROGETTO GENERAZIONE AI Motori generativi seconda linea a capacità satura generazione contenuti consegnati
Ogni riquadro tratteggiato è un confine di progetto cloud; i riquadri pieni sono ambiti di esecuzione. Le linee tratteggiate a sinistra indicano ciò che alimenta il cluster a ogni rilascio: immagini dei servizi e credenziali.
Dati, rete e sicurezza

Dove vivono le informazioni

DatabasePostgreSQL gestito da Google Cloud: account, aziende, board, crediti e stato di ogni lavoro. Backup automatici con ripristino a un momento preciso nel passato.
Archivio contenutiImmagini e video su Cloud Storage. I file che invecchiano passano automaticamente a classi di archiviazione più economiche; gli export temporanei si cancellano da soli dopo pochi giorni.
ConsegnaI contenuti raggiungono il cliente attraverso una rete di distribuzione su dominio proprio, con caricamento rapido indipendente dalla posizione geografica.
ReteLe macchine del cluster non hanno indirizzo pubblico e non sono raggiungibili da internet: tutto il traffico entra da un unico punto d'accesso gestito, con certificati rinnovati automaticamente. Il traffico in uscita passa da un indirizzo dedicato e noto.
CredenzialiLe chiavi dei servizi e le password dei database sono custodite nel servizio dedicato di Google Cloud, con accesso regolato per progetto e non distribuito insieme al codice.
PermessiOgni servizio ha un'identità propria con i soli permessi necessari: chi produce contenuti non accede ai dati dei clienti, e viceversa.
Residenza dei datiInfrastruttura, database e archivio risiedono in region europea.
Piattaforma applicativa

Due interfacce, un solo motore

Le infrastrutture cliente sono due e servono esigenze diverse — la produzione creativa e la produzione a volume — ma poggiano su un unico backend: regole, permessi, crediti e stato dei lavori vivono in un posto solo e non sono duplicati. Aggiungere un canale significa aggiungere un'interfaccia, non riscrivere la logica.

ComponenteTecnologiaRuolo
Marketing e ComunicazioneReactProduzione creativa: campagne, still life, video spot e contenuti per i canali del brand.
BatchReactProduzione a volume per l'e-commerce: schede prodotto, capi indossati, cataloghi interi in un'unica lavorazione.
Motore applicativoPython · FastAPIBackend unico: autenticazione, permessi, crediti, stato dei lavori, avvio dei flussi di produzione.
Flussi di produzioneProprietari · AirflowUn flusso dedicato per ogni tipologia di contenuto, con fasi, controlli e criteri di qualità propri.
EsecuzioneKubernetes (GKE)Governa avvio, aggiornamento e continuità di tutti i servizi, in entrambi gli ambienti.
Gestione dei workload

Il carico creativo non tocca il servizio

Generare uno scatto di campagna o un video non è una singola chiamata: è una sequenza di fasi — preparazione dei materiali, costruzione del prompt, generazione, rifinitura, archiviazione — che può durare minuti e arrivare tutta insieme. A governarla sono i nostri flussi di produzione, uno per tipologia di contenuto, eseguiti su Apache Airflow.

Flussi dichiarati

Ripetibili e tracciabili

Ordine delle fasi, comportamento in caso di errore e numero di tentativi sono scritti una volta e applicati identici a ogni lavoro. Se un passaggio fallisce viene ripetuto quello, non l'intero contenuto.

Corsie separate

Un picco non ne blocca un altro

Generazione, elaborazioni periodiche e preparazione dei download hanno code di lavoro distinte e processi dedicati: l'interfaccia resta reattiva mentre il lavoro pesante procede.

Macchine dedicate

Capacità che segue la coda

I flussi di produzione e i lavori pesanti girano su un gruppo di macchine proprio, che si espande quando i lavori si accumulano e si contrae quando la coda si svuota. Le interfacce restano su nodi dimensionati per la continuità.

Capacità AI

Seconda linea già configurata

Quando la capacità di generazione del progetto principale è esaurita, i lavori proseguono su una linea alternativa senza intervento manuale e senza interruzione del servizio.

Il flusso di produzione

Dal brief del cliente al contenuto consegnato

Quello che segue è lo schema di un flusso completo. Ogni tipologia di contenuto ha la propria pipeline, progettata sulle esigenze di quel formato: cambiano le fasi, i materiali richiesti, i controlli e i criteri con cui uno scatto viene accettato o rifatto. Il modello generativo è solo uno dei passaggi — quello sostituibile.

La validazione avviene sugli output: nessun contenuto arriva al cliente senza essere stato verificato, e ciò che non supera la verifica rientra in produzione invece di essere consegnato.

Brief, materiali, identità di marca ciò che il cliente porta Analisi e piano di produzione capo, colore, categoria · pose, luce Pipeline dedicate una per tipologia di contenuto Campagna campagne moda E-Commerce più pose per capo Still Life prodotto in scena Still Life Creativo scene editoriali Video Spot spot e reel Autopilot produzione autonoma Modifica Istantanea modifiche e varianti tutto converge in un solo risultato Output generato immagini o video prodotti Sistemi di controllo QA, retry, riprese Retry Archivio e consegna al cliente Cloud Storage · rete di distribuzione
Le sette pipeline sono flussi distinti e indipendenti, ciascuno con fasi e controlli propri: la richiesta entra in quella che le compete. Il controllo chiude la produzione — ciò che non supera la verifica rientra nella lavorazione, e solo l'output approvato prosegue verso l'archivio e la consegna.
Estensibilità

Un modulo in più, mai un impianto nuovo

L'architettura è orizzontale: le pipeline sono moduli affiancati sopra lo stesso motore, gli stessi dati e la stessa infrastruttura. Non si conoscono tra loro e non si chiamano a vicenda — parlano solo con il motore applicativo. Aggiungerne una è occupare uno slot libero, non modificare le altre.

Per una nuova categoria merceologica — gioielli, occhiali, calzature, arredamento — quasi mai serve una pipeline nuova: si estende una di quelle esistenti. Si individua il punto in cui la lavorazione cambia per quel prodotto — come si legge l'articolo, come va inquadrato, cosa rende valido il risultato — e ci si innesta un blocco dedicato, che si salda al flusso già in servizio senza toccarne il resto.

Il risultato è la velocità con cui la piattaforma si estende: una nuova funzionalità è un modulo affiancato, una nuova categoria merceologica è un innesto su una pipeline già in servizio, un modello migliore è una configurazione.